Il Giocoliere
Le stagioni si avvicendano, e ogni tanto inviano dei messaggi che sta a me interpretare: questo è il diario lirico di un anno di vita, nelle immagini che ho raccolto riecheggiano le mie emozioni e i miei travagli.
A differenza del mio abituale approccio di lavoro, che consiste nel mettere in scena un quadro programmato a priori, ho voluto aspettare che fosse la quotidianità a ispirare la fotografia da inscenare, portando la macchina sempre a presso. Predisponevo quindi una composizione utilizzando solo gli elementi e gli attori che la situazione offriva, dirigendo sempre la scena ma a posteriori, senza averla programmata.
Le fotografie dunque da un lato nascono da momenti realmente presentatisi e fuori dal mio controllo; dall’altro rimangono pura espressione della mia interiorità, poichè le composizioni, nelle azioni e nelle pose, sono del tutto artificiali.
La realtà, così plasmata e caricata di simboli, diviene una rappresentazione del mio mondo interiore, e le fotografie, riordinate in successione, compongono una narrazione del mio stato d’animo nel corso delle stagioni; e proprio come nel loro corso è una narrazione ciclica, che inizia con la morte e che termina con la vita.